PROGRAMMA TERAPEUTICO UTENTI CON MINORI AL SEGUITO

Il programma terapeutico si articola in tre fasi:

  1. Accoglienza,
  2. Comunità
  3. Reinserimento terapeutico riabilitativo.

Nella fase dell’Accoglienza si raccolgono principalmente le informazioni anamnestiche; i gruppi previsti sono centrati sul rispetto delle regole comunitarie e sugli eventuali problemi che potrebbero scaturire durante la convivenza in struttura. L’ergoterapia quotidiana favorisce la riabilitazione ordinaria e consente di riqualificare l’esame di realtà, al fine di recuperare la funzionalità del proprio comportamento sociale. La durata di questa fase è di circa quattro mesi e culmina nel passaggio alla fase successiva della Comunità. Nel caso in cui l’utente sia in trattamento con terapia sostitutiva, si provvede allo scalaggio.

Nella fase della Comunità, la terapia mira ad accrescere il carico delle responsabilità, mentre la scala gerarchica tra gli utenti conferisce gli input utili alla loro crescita individuale. Il settore di competenza agevola il coinvolgimento negli impegni, in favore di una quotidianità regolata da rapporti ed interessi comuni. Il gruppo genitoriale ha l’obiettivo di ridefinire le dinamiche relazionali genitore-bambino, per evolverle in modalità responsabili, evitando pratiche disfunzionali che possono sfociare in crisi familiare. L’obiettivo è di praticare una terapia attiva (espressiva) che abiliti un funzionamento di tipo dinamico.

Al termine della fase della Comunità, segue quella del Reinserimento terapeutico riabilitativo in cui è prevista una maggiore autonomia.Per quanto riguarda i minori, gli ingressi in struttura avvengono su autorizzazione dei servizi competenti e dell’autorità giudiziaria con una presa in carico dei comuni di residenza ai quali compete l’onere della spesa. Durante i mesi estivi, si assicura la frequenza di campus estivi, organizzati da alcune cooperative preposte all’accoglimento dei più piccoli. 

E’ infine prevista la frequentazione del catechismo e di tutte le altre attività della parrocchia o di altri enti od associazioni del territorio. Lo scopo è quello di consolidare le opportunità di aggregazione e socializzazione con le realtà esterne alla struttura. E’ in vigore una convenzione con il Comune di Spoleto per l’inserimento dei più piccoli negli asili comunali, mentre i più grandi, in età scolare, possono frequentare i corsi della scuola primaria. Essi vengono accuditi dalle madri, mentre l’operatore monitora ed interviene nei casi di incuria o disinteresse. Gli atteggiamenti che emergono sono oggetto di approfondimento nei gruppi sulla genitorialità e nei colloqui terapeutici individuali.

Gli utenti sono ancora guidati dagli operatori, il processo di affrancamento dalla struttura avviene in maniera graduale. L’obiettivo è di favorire la totale emancipazione e il conseguente reinserimento nel più ampio contesto sociale. Per gli utenti che avviano un percorso terapeutico in coppia, il lavoro individuale si completa e perfeziona con una terapia centrata su entrambi. L’osservazione della loro interazione nel quotidiano e le modalità di approccio alla genitorialità sono oggetto di studio ed approfondimento continuo. Si cerca di correggere ed educare la relazione di coppia.

Sono inoltre adottati dei gruppi c.d. statici, incentrati sull’analisi del proprio vissuto esperienziale a partire dall’infanzia. Si tratta di gruppi di ispirazione psicodrammatica che esplorano ed approfondiscono vissuti di rabbia ,delusioni, vergogne e colpe. Continuano i colloqui individuali, la terapia di gruppo s’intensifica con i gruppi di mutuo aiuto ed i gruppi confronto. I gruppi dinamici tendono invece a regolare la ritrovata sensibilità emotiva e ad accrescere la capacità di comprendere ed esprimere con misura i sentimenti e le emozioni proprie e dell’altro.

La terapia prevista estende i colloqui anche ai familiari, i quali una volta al mese potranno partecipare alle riunioni con lo staff degli operatori. Gli incarichi conferiti agli utenti sono semplici, le mansioni da svolgere adeguate e mirate al recupero del senso di responsabilità. Il lavoro terapeutico si basa su alcuni strumenti di base, tra questi il pull-up, che permette il confronto tra i pari, attraverso una relazione verbale che fa emergere le peculiarità caratteriali dei soggetti, abilitandoli alla messa in discussione rispetto ai loro errori.